Georges Gurdjieff

Georges Gurdjieff

Un uomo “straordinario”

Il maestro della Quarta Via che ha riscoperto l’enneagramma

Georges Ivanovic Gurdjieff

“L’amore per l’umanità, l’altruismo, sono delle bellle parole, ma non hanno senso che quando un uomo è capace, seguendo la sua propria scelta e la sua propria decisione, di amare o di non amare, d’essere altruista o egoista. Allora la sua scelta ha un valore (…) Per aiutare gli altri, un uomo deve imparare per prima cosa a essere egoista, un egoista cosciente. (…) Per fare ciò che è difficile, occorre innanzitutto imparare a fare ciò che è facile. Non si può cominciare dal più difficile.”

Georges Gurdjieff (1866 (?)-1949) è stato un filosofo, scrittore, mistico e fra i maggiori maestri spirituali del Novecento. Nato in Turchia da padre greco e madre armena, cominciò presto a viaggiare molto, soprattutto in Asia centrale, fino all’India e al Tibet, entrando in contatto con vari maestri e in particolare confraternite sufi. Cominciò poi ad attirare gruppi di persone desiderose di lavorare su di sé (il primo, dal significativo titolo “cercatori della verità”, tra il 1887 e il 1907); dapprima in Russia poi, dopo la rivoluzione, in Georgia e in Turchia, per approdare infine in Europa, dove tenne nel novembre 1921 a Berlino la sua prima conferenza europa.

Nel 1922 stabilì in Francia, a Fontainebleau vicino a Parigi, il suo Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo, raccogliendo intorno a sé gruppi di allievi – artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, tutti impegnati in una profonda ricerca interiore – ai quali trasmetteva insegnamenti che combinavano cristianesimo, sufismo e altre tradizioni religiose, oltre a un sistema di tecniche psicofisiche mirate a favorire il lavoro su di sé per ottenere un livello superiore di vitalità e consapevolezza e raggiungere uno stato di calma e di presenza. Dal 1933 al 1949, anno della sua morte, visse a Parigi, ma viaggiando anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, tenendo conferenze, letture private e dedicandosi alla scrittura.

georges gurdjieff

Negli anni, l’insegnamento di Georges Gurdjieff ha influenzato diversi personaggi della cultura: l’architetto statunitense Frank Lloyd Wright, che sposò in seconde nozze Olgivanna Hinzenberg, allieva di Gurdjieff; la scrittrice Pamela Lyndon Travers, nota per avere creato il personaggio di Mary Poppins, la scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, lo scrittore francese René Daumal, il compositore Thomas de Hartmann e la moglie Olga Arkadievna de Hartmann, l’artista Alexandre Gustav Salzmann e la moglie Jeanne Matignon de Salzmann. Fu con lei che Gurdjieff elaborò i suoi “movimenti” o “danze sacre”, presentate al pubblico per la prima volta nel 1919 a Tbilisi in Georgia e poi, negli anni, rappresentate in tutto il mondo. L’influenza di Gurdjieff è presente anche nella pedagogia grazie al modello educativo Etievan, creato da Nathalie de Salzmann (figlia di Alexander e Jeanne).

Fra i discepoli, il filosofo russo Piotr Demianovich Ouspensky (1878-1947) è stato quello che ha maggiormente contribuito alla divulgazione degli insegnamenti di Georges Gurdjieff. Anche il regista teatrale inglese Peter Brook, nel film Incontri con uomini straordinari (1978) tratto da uno dei libri di Gurdjieff e nell’autobiografia I fili del tempo, ne riporta ampie testimonianze.

La Gurdjieff Foundation e la Quarta Via

Oggi la Gurdjieff Foundation, i cui centri principali sono Parigi, New York, Londra e Caracas, e che è presente anche in Italia con il nome di “Centro Italiano Studi sull’Uomo G.I. Gurdjieff”, si propone di preservare l’essenza, la specificità e l’integrità dell’insegnamento del maestro, noto anche come “Quarta Via”, dal nome che gli diede Ouspensky. Gurdjeff propose infatti una sua personale classificazione delle tradizioni spirituali esistenti, indicandole come “via del Fachiro”, basata principalmente su un lavoro sul corpo; “Via del Monaco”, basata principalmente su un lavoro sul sentimento, e “Via dello Yogi”, basata principalmente su un lavoro sulla mente. Secondo Gurdjieff le vie tradizionali per lo sviluppo interiore dell’uomo risultano inadatte alla vita dell’uomo occidentale, perché richiedono l’abbandono della vita ordinaria per dedicarsi interamente a esse.

La Quarta Via, o “Via dell’uomo astuto”, pone invece l’accento sulla armonizzazione dell’uomo in tutte le sue parti, permettendogli di poter continuare la propria esistenza quotidiana normalmente. La sua particolarità consiste proprio nell’essere attiva nella vita di tutti i giorni, perché propone l’apprendimento di un sapere antichissimo, tramandato solo oralmente e per pratica diretta, con il quale l’uomo “addormentato” può risvegliarsi dal suo torpore profondo, iniziare a conoscere se stesso, e aprirsi a quelle zone interiori, inesplorate e sacre, raggiungendo una nuova qualità di Essere.

Fra le “eredità” di Gurdjieff va posto anche l’enneagramma, divenuto poi, grazie al lavoro di Oscar Ichazo e di Claudio Naranjo, un approfondito lavoro di ricerca e studio delle personalità.

Bibliografia

– Georges Ivanovič Gurdjieff, Il nunzio del bene venturo. Primo appello all’umanità contemporanea, Astrolabio, Roma 2003, traduzione di Maurizio Toshen Graziani da The Herald of Coming Good. First appeal to contemporary humanity, Holmes Publishing Group, Londra 1988 (è l’unico libro pubblicato da Gurdjieff in vita, nel 1933, a Parigi, e da lui ritirato dalla circolazione un anno dopo, per ragioni oscure).
Incontri con uomini straordinari, Adelphi, Milano 1993
I racconti di Belzebù a suo nipote, Neri Pozza, Venezia 2004
La vita reale, Europa Libri, Roma 2010
Di Piotr Demianovich Ouspensky:
La Quarta Via, Astrolabio, Roma 1974
– Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, Roma 1976
Di Thomas de Hartmann, La nostra vita con il signor Gurdjieff, Astrolabio, Roma 1974