Nelson Mandela

Il maestro dell’antirazzismo

Premio Nobel per la Pace nel 1993

ha guidato il Sudafrica contro l’apartheid

nelson mandela

“Ciò che conta nella vita non è il mero fatto di aver vissuto; è la differenza che abbiamo prodotto nelle vite degli altri che determinerà il significato della vita che abbiamo condotto” 

Nelson Rolihlahla Mandela (18 luglio 1918 – 5 dicembre 2013) è stato un politico sudafricano, primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese; ha ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988, il Premio Lenin per la pace nel 1990 e il premio Nobel per la pace nel 1993.

Rivoluzionario prima e leader di un governo di riconciliazione poi, ha guidato senza tregua il movimento anti-apartheid in Sudafrica, trascorrendo in carcere gran parte degli anni dell’attivismo anti-segregazionista, per avere infine un ruolo determinante nella caduta del regime. Simbolo mondiale dell’uguaglianza e dell’anti-razzismo, ha guidato il suo popolo nella lotta di liberazione, facendosi paladino di un’opposizione non violenta stile Gandhi ma anche partecipando di persona alla lotta armata, e riuscendo a mantenere inalterato il suo anelito alla libertà e alla giustizia.

Arrestato nell’agosto del 1962 con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero, è rimasto in carcere per ben 27 anni, finché, anche per le pressioni della comunità internazionale è stato liberato l’11 febbraio 1990, su ordine del Presidente sudafricano Frederik Willem de Klerk. Il suo rilascio ha coinciso con la fine dell’illegalità per il suo partito, l’African National Congress (ANC).

Nonostante la lunghissima detenzione, Mandela ha rinunciato a una strategia violenta e vendicativa in favore di un processo di riconciliazione. Divenuto libero cittadino e Presidente dell’ANC (luglio 1991–dicembre 1999), ha concorso contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica e ha vinto, diventando il primo capo di stato di colore, mentre De Klerk veniva nominato vice presidente.

Come presidente del Sudafrica (maggio 1994–giugno 1999), Mandela ha guidato la transizione dal vecchio regime basato sull’apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla pacificazione nazionale e internazionale. Tale transizione è stata attuata anche con l’istituzione di un tribunale speciale, la cosiddetta Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Truth and Reconciliation Commission, TRC).

Il 18 luglio 2009, giorno del suo novantunesimo compleanno, i grandi dello spettacolo, della politica e della cultura mondiale gli hanno riservato al Radio City Music Hall di New York (USA) un immenso tributo chiamato “Mandela Day”. E da allora, ogni anno, il 18 luglio si celebra la giornata in sua memoria (www.mandeladay.com).

È morto il 5 dicembre 2013 nella sua casa di Johannesburg all’età di 95 anni.

Durante i 27 anni di detenzione, Mandela ha letto moltissimo. In particolare, come ha avuto modo di raccontare dopo l’elezione a presidente, lo aveva colpito una poesia in inglese del poeta britannico William Ernest Henley, del 1875, dal titolo Invictus (dal latino “invitto” o “invincibile”). Questa poesia lo ha motivato a resistere in prigione e ha ispirato il film di Clint Eastwood, Invictus, con Morgan Freeman nel ruolo del Presidente Mandela.

Altre informazioni nel sito www.nelsonmandela.org

mandela day

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Alcuni scritti di Mandela tradotti in italiano:

Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia, Milano, Feltrinelli 1995.

Contro ogni razzismo. Discorsi in Africa, Europa e Nordamerica, Milano, Mondadori,1996.

Le mie fiabe africane, Roma, Donzelli 2004.

Io, Nelson Mandela, Milano, Sperling & Kupfer 2010.

Parole per il mondo, Milano, Sperling & Kupfer 2013.

Un ideale per cui sono pronto a morire, Milano, Garzanti 2014.

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Ricordo che già da bambina seguivo al telegiornale gli eventi drammatici legati alla lotta contro l’apartheid in Sud Africa e non riuscivo a capire come fosse possibile che degli esseri umani venissero discriminati solo per il colore della propria pelle… Ho conosciuto Mandela, negli anni, prima attraverso i telegiornali e poi attraverso i suoi discorsi e scritti. E ho pianto di commozione quando è stato liberato e quando è stato eletto presidente. Ho sempre visto in lui un maestro, sia sul piano politico, sia in termini di crescita personale. La sua capacità di “perdonare” e di mettere in primo piano il bene del suo popolo ne fanno un esempio straordinario di umanità, civismo e “servizio”. Non a caso, il suo motto era: “Free yourself, free others, serve every day”, ovvero “libera te stesso, libera gli altri e sii ogni giorno al servizio”. (A. C.)