COLLOQUIO gratuito

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UN SABATO mattina al mese

Dalle 9,30 alle 12,30 laboratorio di esperienza bioenergetica e consapevolezza corporea a Milano presso lo Studio Martucci, via Boscovich 44 (zona Porta Venezia/Buenos Aires). Per le date 2009 clicca qui. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

CONTRO STRESS e ansia

Sessioni individuali di consapevolezza corporea per chi ha problemi di stress e ansia, per chi vuole ritrovare il contatto con il proprio corpo, per riscoprire il senso del piacere e rilassarsi. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SPECIALE over 60

Classi di esercizi bioenergetici e ginnastica antistress per over 60, ogni giovedì mattina dalle 9,30 alle 10,30 a Milano presso l'ARCI Pessina di Chiaravalle (tra Rogoredo, Corvetto e Ripamonti). Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

CORSI di formazione

Corso triennale di counseling a indirizzo gestaltico-bioenergetico organizzato dal Centro Studi Terapia della Gestalt di Milano presso il centro Camminando di via Moroni 8 a Sesto San Giovanni. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SESSIONI individuali

Counseling, consapevolezza corporea, introduzione alla meditazione. Sono incontri individuali di un'ora, in un ambiente accogliente e protetto, dove vengono favoriti l'ascolto e l'empatia. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SEMINARI di gruppo

Laboratori del sabato di esperienza bioenergetica, giornate esperienziali di consapevolezza corporea, classi di esercizi. Si svolgono in un contesto di gruppo in uno spazio accogliente e luminoso. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SESSIONI in lingua

Sia i colloqui sia gli incontri individuali possono svolgersi anche in inglese, francese o spagnolo. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

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In libreria Risvegliarsi all'unità Stampa E-mail

Il potere della Oneness

maggio 2008


E' in libreria Risvegliarsi all’Unità - Il potere del Diksha nell’evoluzione della coscienza di Arjuna Ardagh, edito da Macro Edizioni e tradotto da Alessandra Callegari, è tutt'oggi il testo più completo sull’Oneness Movement, su quanto accade alla Oneness University, sui suoi fondatori, sul percorso che propongono e soprattutto sull’Oneness Diksha e i suoi effetti. Ricco di centinaia di testimonianze, fa luce su questo “fenomeno” ormai planetario con il piglio deciso del giornalista e l’emozione vera di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza e ne è rimasto segnato.

“Ci sono parecchie cose che mi hanno impressionato nel corso della mia prima visita alla Oneness University. Innanzitutto le guide, con la loro straordinaria qualità di “unità”. Persone che vivono insieme, lavorano insieme, stanno insieme come tanti corpi e un unico cuore, un’unica coscienza. La seconda cosa è l’Oneness Diksha in sé. Negli anni ho praticato molti tipi di meditazione, preghiere, esercizi fisici. Ed era sempre qualcosa di “casuale”. Potevi fare la stessa pratica giorno dopo giorno, qualche volta ti capitava un colpo di fortuna e ti sentivi immerso in uno stato di pace, ma la maggior parte delle volte ti trovavi in mezzo al guado nella palude della mente. L’Oneness Diksha è un’altra cosa: veloce, lineare, preciso. Sembra colpire nel segno ogni volta e mantenere ciò che promette. Anzi, sembra quasi che abbia una sua propria intelligenza: sa sempre dove andare a parare e di cosa c’è bisogno: di guarire qualche parte, di lasciar andare dei ricordi, o solo di approfondire il silenzio. La terza cosa che mi ha scosso è stata la visione da cui è scaturito tutto quanto. Avevano un piano. E non solo un piano per qualche veterano della meditazione come me e i miei amici, ma addirittura per trasformare la coscienza globale. Un piano che a prima vista può sembrare ridicolmente ottimista, ma che ha attratto l’attenzione e ottenuto il supporto di leader politici e religiosi, uomini di cultura e celebrità dello spettacolo in tutto il mondo”.

Con queste parole Arjuna Ardagh spiega com’è cresciuto in lui l’interesse per l’Oneness Movement, al punto da indurlo, dopo la sua prima visita in India per il percorso di 21 giorni, a ritornarci per scrivere un libro, da lui pubblicato nel 2007.

Arjuna Nick Ardagh, inglese, laureato in letteratura all’università di Cambridge, ha cominciato fin da giovane a interessarsi di spiritualità. Ha viaggiato in tutto il mondo e lavorato con diversi maestri spirituali ed è il fondatore della Living Essence Foundation, un’associazione no-profit dedicata al "risveglio della coscienza nell’ambito della vita quotidiana”, che ha sede a Nevada City, California, dove Ardagh vive con la moglie norvegese e due figli. Ha pubblciato diversi libri, tra i quali The Translucent Revolution: How People Just Like You Are Waking Up and Changing the World; Let Yourself Go: The Freedom & Power of Life Beyond Belief; Leap Before You Look: Shortcuts for Getting Out of Your Mind and Into the Moment, nessuno dei quali è ancora stato tradotto in italiano.

Awakening into Oneness parte dalle esperienze della scuola di Jevashram, fondata da Baghavan nel 1984, e ripercorre la storia dei primi “risvegli di coscienza” negli alunni, a cominciare da quello di Khrishna, figlio di Baghavan e Amma, e dei suoi giovani amici, i futuri Anandagiri, Samadarshini, Vimalkirti, principali “guide” del Movimento.

Ardagh ne ripercorre poi le tappe, dopo la chiusura della scuola nel 1994 e la sua riapertura, con il nome di Satyaloka, come campus per la formazione delle guide destinate a diffondere il messaggio dei due “avatar”. E poi la scelta di fondare la nuova sede della Oneness University in una zona rurale a nord di Chennay, a Varadaiahpalem, dove si trova oggi. E infine l’avvio dei corsi anche per occidentali, a partire dal 2004, nel nuovo campus poco distante dall’Oneness Temple.

Ma cos’è l’Oneness Blessing o Diksha? Per rispondere, al di là della propria esperienza personale, Ardagh ha intervistato centinaia di persone. “Per quanto le soggettive esperienze possano essere diverse da una persona all’altra, e in ogni singola persona tra un Diksha e un altro, i milioni di esseri umani che finora lo hanno ricevuto in tutto il mondo ci consentono di evidenziare alcune delle esperienze più comuni che possono accadere”. Ardagh le riassune così: una riduzione del chiacchiericcio della mente, una maggiore consapevolzza sensoriale, un naturale sentimento di pace e di benessere, una diminuzione dei conflitti interiori, la capacità di diventare osservatore, la rottura degli schemi. Oltre a questi cambiamenti, che attengono alla vita quotidiana e la rendono più agevole, meno stressata e più funzionale, alcune persone riescono ad avere esperienze più specifiche di “risveglio nell’unità”, con il dissolversi graduale del senso di essere separati.

Ardagh dedica una serie di capitoli ai vari effetti dell’Oneness Diksha in diversi ambiti: il primo descrive, con il supporto delle testimonianze di diversi scienziati, gli effetti a livello neurobiologico sul cervello; un altro gli effetti benefici a livello fisico, anche in termini di vera e propria guarigione. Altri capitoli riportano interessantissime testimonianze sugli effetti del Diksha in ambito interpersonale, soprattutto nelle relazioni con le persone più vicine, nel rapporto con il partner e in quello tra genitori e figli; altri ancora sono dedicati al lavoro della Oneness University con i giovani, agli effetti benefici del Diksha rispetto al mondo del lavoro e dell’arte, con il resoconto di persone la cui vita è totalmente cambiata – e in meglio! – anche a livello professionale; e più in generale nella società, facendo riferimento non solo alle positive esperienze del Movimento in India, e in particolare con gli abitanti dei villaggi rurali che orbitano intorno alla Onenees University, ma anche in altri paesi del mondo, piuttosto che nell’ambito della riabilitazione dei carcerati.

Infine, un capitolo molto importante è quello dedicato agli effetti dell’Oneness Diksha rispetto alla possibilità di raggiungere livelli di coscienza più elevati. “Il Diksha può attivare una trasformazione verso uno stato di coscienza totalmente diverso, nel quale il senso dell’Io come entità separata si dissolve” scrive Ardagh. “Ciò che rimane è una semplice, diretta realizzazione dell’Unità, non offuscata dalla nostra mente concettuale. In questo senso, è qualcosa di così profondamente semplice e nel contempo straordinario, da sfidare ogni logica”.

Ma per esplorare questo aspetto, avverte l’autore, è importante parlare anche degli equivoci che hanno dato adito in questi anni ad alcune critiche verso il Movimento, soprattutto su internet. La prima è la presunta, subitanea “illuminazione” raggiunta dalle persone che avevano seguito il corso dei 21 giorni. “A qualcuno succede di avere delle esperienze spirituali particolarmente intense, e di coltivarne il ricordo, aggrappandovisi, al punto da persuadere se stessi e gli altri di aver raggiunto i picchi dell’illuminazione”. Ma il più delle volte, precisa Ardagh, si tratta dell’ennesimo gioco dell’ego. Non solo: la parola illuminazione viene usata, spesso, con significati molto diversi. Ardagh spiega che alla Oneness University in genere ne danno una spiegazione molto “neurobiologica”, in termini di diminuita attività dei lobi parietali e aumento di attività in quelli frontali, soprattutto il sinistro: questo fatto – quando diventa permanente ed è verificabile “scientificamente” - determina quella trasformazione nel funzionamento del cervello che induce a non sentire più il senso di separarazione fra sé, gli altri e l’universo in generale. In questo senso le persone sono “risvegliate” al loro vero Essere o, se si vuole usare questo termine, “illuminate”.

Ardagh ne ha intervistate diverse, su indicazione di Bhagavan. E pressoché tutte, alla domanda “Ti senti illuminato?” hanno risposto di non averne idea, di non sentire niente di particolare, di sentirsi semplicemente molto bene, in pace con il mondo, di vivere felicemente la propria vita… Ci sono persone che non sanno di essere illuminate, mentre altre se ne rendono conto. Ma proclamarsi illuminati non è affatto una garanzia di esserlo. “Il maestro indiano Yogananda” racconta Ardagh “venne intervistato un giorno da un giornalista che gli chiese se era illuminato. Yogananda restò in silenzio per un po’ e il giornalista insistette. Allora il maestro disse: “Se qualcuno dice ‘io sono illuminato’ probabilmente non lo è. Se qualcuno dice ‘io non sono illuminato’ probabilmente non lo è.”  E poi tacque. Perché? Perché ammesso che l’illuminazione significhi qualche cosa, significa la totale dissoluzione di un qualsiasi interesse rispetto a un “io”. E quindi le parole “io” e “illuminazione” non possono nemmeno stare nella stessa frase.”

Cosa resta, dunque? Il resto è silenzio, diceva Shakespeare. E anche Ardagh, raccogliendo i racconti che parlano di pace interiore, di grande calma, di puro stare con quel che c’è, di semplicità e tranquillità, di fiducia e compassione, alla fine conclude: “Tutte queste qualità sono la descrizione di come appare la realtà dopo che il cervello è stato riportato al suo equilibrio naturale… non sono la ricetta per come operare la trasformazione. Ovvero, le qualità descritte sono i sintomi di un cervello trasformato, non il cammino per arrivarci.” E la trasformazione può avvenire davvero soltanto quando ci si apre alla Grazia, facendole spazio dentro di sé.

 

Presentazione

Benvenuti nel sito di Alessandra Callegari, dedicato a chi vuole fare un percorso di ricerca e lavoro su di sé con le classi di esercizi di bioenergetica (ginnastica antistress) e i laboratori di consapevolezza corporea in gruppo, con sessioni individuali di counseling e con incontri dedicati alla meditazione e al diksha, al grounding e al "qui e ora".

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