VIDEOCORSO DI bioenergetica

Un corso di Alessandra Callegari sulla consapevolezza corporea, in 18 video lezioni, con esercizi pratici, oltre a circa 250 pagine di testi in pdf. Registrazione e promo su www.orizzonteverticale.it Leggi tutto...

CON I PIEDI PER terra

Sessioni individuali di consapevolezza corporea, per chi ha problemi di stress e ansia, per chi vuole ritrovare il contatto con il proprio corpo, per riscoprire il senso del piacere e rilassarsi. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

UN SABATO mattina al mese

Dalle 9,30 alle 12,30 laboratorio di esperienza bioenergetica a Milano presso lo Studio Artistico Arez, via Marcona 24 (zona Porta Vittoria). Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

COLLOQUIO gratuito

Cercate un aiuto? Chiamate il numero 3395324006 oppure scrivete un'email a info@counseling-bioenergetica.it per concordare un colloquio gratuito e capire se vi interessa fare un percorso di counseling Leggi tutto...

SEDUTE individuali a Milano

Counseling, consapevolezza corporea, introduzione alla meditazione. Sono incontri individuali di un'ora, in un ambiente accogliente e protetto, dove vengono favoriti l'ascolto e l'empatia. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SPECIALE antistress

Classi di gruppo di esercizi bioenergetici e ginnastica antistress, ogni martedì sera dalle 20,30 alle 21,45 a Milano presso lo Studio Artistico Arez, via Marcona 24 (zona Porta Vittoria). Info: 339 5324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

SEMINARI DI gruppo

Laboratori del sabato di esperienza bioenergetica, giornate esperienziali di consapevolezza corporea, classi di esercizi settimanali, incontri sull'enneagramma e sulle costellazioni. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

FORMAZIONE PER counselor

Corso triennale di counseling a indirizzo gestaltico-bioenergetico organizzato dal CSTG, Centro Studi di Terapia della Gestalt di Milano. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

PER GUIDARE IN sicurezza

Incontri di gruppo dedicati agli automobilisti, per favorire la consapevolezza al volante e la gestione dello stress. Informazioni: 339 5324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

PER CHI NON parla italiano

Sia i colloqui sia gli incontri individuali di counseling, sul grounding o altro possono svolgersi anche in inglese, francese o spagnolo. Info: 3395324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

CONOSCERSI con l'enneagramma

Incontri esperienziali sulla psicologia degli enneatipi, per imparare a capire meglio se stessi e gli altri. Info: 339 5324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

COSTELLAZIONI con i pupazzetti

Un modo particolare di osservare la realtà sistemica di cui facciamo parte e "fotografarla" per poterla melgio comprendere e gestire. Info: 339 5324006, info@counseling-bioenergetica.it Leggi tutto...

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Home Riflessioni Il deserto
L'attaccamento alle cose

A cinquant'anni


marzo 2005

In questo periodo sto vivendo – forse per la prima volta in vita mia – il desiderio di staccarmi da tutta una serie di cose che invece per anni sono state importanti e alle quali sono stata ‘attaccata’. Mi riferisco soprattutto a scritti: articoli, lettere, ritagli, riviste, libri e fotografie.

Non so se avere cinquant’anni e aver colto una sorta di ‘discrimine’ nella mia vita – il passaggio da un periodo a un altro dell’esistenza – abbia influito su questa voglia di distacco, quasi fosse una sorta di liberazione, di alleggerimento da un peso.

Il peso del passato? Il peso dell’ingombro – in senso anche fisico, spaziale, visto che in casa libri e riviste occupano parecchi metri cubi? Il peso della memoria?

Difficile distinguere. Quel che è certo, è che mai come oggi mi sembra vero che “ciò che non è a portata di mano, o comunque non è disponibile, è come se non ci fosse”. E nella quantità di carta in effetti molte cose – che nelle intenzioni avrebbero dovuto essere catalogate e disponili all’occasione – sono irreperibili. Come perse, dunque. E allora perchè tenerle?

Ho colto in questo mio antico attaccamento qualcosa di patologico, di morboso.

E ho cominciato a... buttare via. Separarmi in alcuni casi è stato difficile. Perché nel buttar via ho riguardato ogni foglio, ogni album, ogni rivista, quasi cercando ogni volta di recuperare il senso per cui era stata tenuta da parte e messa via prima di diventare un elemento indistinto di un accumulo cartaceo ormai privo di forma.

Mi sono accorta con un certo sollievo di quanto la ‘passione’ di un tempo sia svanita, tranne forse per pochi casi. E di quanto oggi prevalga il senso di liberazione e leggerezza.

Anche perché – l’ho capito con chiarezza solo ora – ciò che ricordo rimane comunque. E ciò che non ricorderei se non attraverso quelle righe o quell’immagine... era già andato perduto, se n’era andato via dalla memoria evidentemente perché privo di sufficiente valore. O perché era stato funzionale rimuoverlo. E allora perché volerlo far rivivere?

E così ho cominciato a eliminare senza più riguardare, provando un senso anche fisico di ‘irrimediabilità’, un misto di piacere e di sofferenza. La consapevolezza di eliminare anche l’ultima possibilità di ricordare – se non, appunto, per un ricordo spontaneo, non legato a un oggetto – episodi o luoghi o persone della mia vita mi ha fatto sentire profondamente quanto questo tema – l’attaccamento – sia legato a quello della separazione e quindi alla morte.

Sempre in questo periodo ho dovuto infatti anche eliminare cose – oggetti, scritti, lettere, fotografie – lasciate da una persona a me molto cara, un’amica da quasi trent’anni, morta a metà gennaio. L’ho fatto io perché lei mi aveva in qualche modo affidato questo compito. Ed è curioso come questo evento sia accaduto proprio in un momento della mia vita in cui ero già arrivata alla consapevolezza di quanto fosse inutile e insensato accumulare ‘cose’ e ricordi al di là del ricordo stesso che è solo dentro di me.

Ho immaginato cosa proverebbe qualcuno – mio marito, verosimilmente – se si ritrovasse, dopo la mia morte, a dover eliminare le mie ‘cose’, i miei ricordi, moltissimi dei quali legati a ben prima che ci incontrassimo e quindi a lui del tutto estranei. E ho sentito che sarebbe un’esperienza sgradevole, non confortante nel dolore della perdita. Ho provato un senso di fastidio, persino, all’idea di possibili ‘scoperte’ sulla mia storia, tali non per chissà quali misteri o consapevoli occultamenti, ma solo perché, di quattro decenni e mezzo di esistenza, non è mai capitato di parlarne. E mi sono resa conto di come il ‘peso’, il valore oggettivo (o meglio, il valore per me) di episodi passati, di incontri lontani, di rapporti conclusi e forse persino dimenticati, potrebbe apparire falsato.

Per questo, ho deciso di eliminare proprio tutto. Anche quello che pensavo, in fondo, di tenere ancora, per una sorta di ‘autoconcessione’ infantile, come certi quaderni di scuola o certe fotografie della mia infanzia. Tutto sommato, non ho figli. Non ho da lasciare testimonianze ai nipotini perché vagheggino sulla nonna e sui tempi d’antan. E se io stessa ho lasciato in questi anni che su questi ‘cimeli’ si accumulasse tanta polvere, perché altri dovrebbero averne cura?

 

Presentazione

Benvenuti nel sito di Alessandra Callegari, dedicato a chi vuole fare un percorso di ricerca e lavoro su di sé con la bioenergetica (classi di esercizi settimanali o laboratori mensili del sabato) con i seminari di gruppo di consapevolezza corporea o sull'enneagramma, con sessioni individuali di counseling o dedicati alla meditazione, al grounding e al "qui e ora".

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