Rita de Caroli

Rita de Caroli

L’importanza di ascoltare il corpo

Quando il dolore fisico è un segnale che parla dei nostri bisogni più veri

Rita de Caroli

Rita de Caroli, counselor e fisioterapista, si è diplomata nel 1978 presso la scuola dell’Ospedale San Carlo, diretta dal professor Silvano Boccardi. Ha lavorato dal 1979 al 2001 presso l’Istituto Piero Radaelli di Milano in lungodegenza riabilitativa, approfondendo in particolare le patologie neurologiche con il metodo Bobath e le patologie respiratorie.

Docente di assistenza riabilitativa presso la Scuola professionale della Fondazione Clerici a Milano, è formatrice ASA e OSS (ausiliari socio assistenziali e operatori socio sanitari). È specializzata nel metodo Mézières-Bertelè, con formazione triennale presso la Fondazione Apostolo, dove è docente per la pratica del secondo anno; ha svolto un corso di formazione in mediazione psicocorporea con Antonella Fracasso; si è inoltre diplomata in counseling ad approccio sistemico e costellazioni familiari con Attilio Piazza.

Rita de Caroli, che vive e lavora a Milano, propone trattamenti individuali e conduce gruppi di ginnastica posturale. “Da fisioterapista” spiega “ogni giorno incontro persone attraverso il tocco e l’ascolto dei loro bisogni. L’ascolto più forte e più vero è quello che avviene attraverso le mani, perché le persone molte volte raccontano a parole dei propri bisogni e necessità, ma il corpo è la parte più sincera e vera che abbiamo. Il tocco è lo strumento per mettersi in ascolto e in accoglienza verso chi viene da noi, in uno spazio di silenzio, e l’ascolto si amplifica nel momento in cui la persona si lascia andare in un ascolto di sé. Chi si rivolge a un terapista arriva con un dolore, una sofferenza, un bisogno fisico. La cosa stupefacente è che ogni volta quel dolore, quel bisogno, quell’indicazione medica sono l’occasione per iniziare un nuovo cammino di consapevolezza.”

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Ho conosciuto Rita de Caroli nel 2009, quando insieme ci siamo formate in costellazioni familiari con Attilio Piazza e la nostra è diventata poi un’amicizia fondata sulla stima reciproca, professionale e personale. Ogni volta che ci incontriamo, è bello ritrovarsi… (A.C.)