Stephen Porges

Stephen Porges

Il padre della teoria polivagale

Come il comportamento sociale favorisce la possibilità di sentirsi sicuri

Stephen Porges (1945) è uno psichiatra statunitense, professore di Psichiatria presso la University of North Carolina e direttore del Trauma Research Center del Kinsey Institute presso l’Indiana University. Ha ricoperto la carica di Presidente della Federation of Behavioral, Psychological and Cognitive Sciences e della Society for Psychophysiological Research.

Nel 1994, dopo anni di ricerche, ha cominciato a proporre la Teoria polivagale, che mette in relazione l’evoluzione del sistema nervoso autonomo dei mammiferi con il comportamento sociale e sottolinea l’importanza dello stato fisiologico nell’espressione dei disturbi psichiatrici.

Autore di centinaia di articoli scientifici che attraversano varie discipline, dalla neurologia alla pediatria, dalla medicina spaziale all’abuso di sostanze, Stephen Porges è noto soprattutto per il suo libro La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione, Giovanni Fioriti Editore, Roma 2014, e per La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza, Fioriti, Roma 2018.

Alcune delle sue ricerche sono svolte in collaborazione con la moglie, la biologa Sue Carter, direttrice del Kinsey Institute e docente di Biologia alla Indiana University. Si occupa dello studio della neurobiologia dei comportamenti socioemotivi, tra cui i legami sociali e il comportamento genitoriale. A lei si deve la scoperta dell’importante ruolo dell’ossitocina nella creazione di legami sociali e di come i neuropeptidi possono programmare il sistema nervoso in evoluzione, con conseguenze permanenti per il cervello e il comportamento sociale.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.stephenporges.com.

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Ho avuto l’occasione di conoscere Stephen Porges al Congresso Attaccamento e Trauma svoltosi a Londra dal 12 al 14 maggio 2017, dedicato a “La resilienza del corpo e della mente”. In modo chiaro e coinvolgente ha spiegato come la teoria polivagale possa risultare di aiuto ai professionisti della relazione d’aiuto nel distinguere le caratteristiche contestuali che azionano le difese da quelle che sono fonte di calma e di sostegno al coinvolgimento sociale. (A.C.)